Review party
Titolo: L'emporio dei piccoli miracoli
Autore: Keigo Higashino
Genere: Narrativa
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 350
Prezzo: Cartaceo 18,50 ebook 9,99
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2018
Tre giovani ladri un po' pasticcioni - Shota, Kohei e Atsuya - hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall'auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l'Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all'anziano proprietario dell'Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shota, Kohei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all'alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent'anni indietro rispetto al loro presente. Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.
Copia omaggio fornita gentilmente da Sperling & Kupfer
recensione
Buongiorno
lettori!
Come
avrete intuito dalla pagina di presentazione oggi sono a parlarvi di
un romanzo un po' inusuale.
In
uscita oggi per Sperling & Kupfer, vi racconto la mia esperienza
di lettura di un titolo dalla penna di un giapponese: si tratta di
“L'emporio dei piccoli miracoli” di Keigo Higashino.
Perché ho usato il termine “inusuale”? Perché per mia esperienza
diretta, la letteratura giapponese è molto particolare e può
piacere, come non piacere.
Il mio
approccio a quest'ultima è iniziata con il capolavoro dal titolo
“Memorie di una Geisha” che sicuramente conoscerete; quindi
“L'emporio dei piccoli miracoli” è il secondo libro che leggo
ambientato in Giappone e devo dire che non ne sono rimasta affatto
scontenta.
Di
cosa parla questo libro?
Il
racconto inizia con i nostri tre protagonisti principali, Shota, Kohei
ed Atsuya,
tre ladri un
po' imbranati e poco propensi al rubare, che dopo aver svaligiato una
casa di una ricca imprenditrice si ritrovano a dover fuggire. Cosa
accade però? La macchina, una catapecchia arrugginita, decide di
abbandonarli proprio in quel momento.
Dopo
attimi di panico e di confusione, i tre trovano un piccolo negozio
lungo la strada che pare proprio essere abbandonato da tempo e così
decidono di entrarci per rifugiarsi quella notte e scappare all'alba.
Il
negozio porta l'insegna con su scritto “Emporio Namiya” ed è
rinomato e conosciuto in quel quartiere perché molti anni prima il
proprietario, un anziano e gentile signore, dava consigli su richiesta.
Quello
che i tre ladri non sanno è che quella sarà la notte che cambierà
loro la vita.
Infatti,
dopo qualche ora, durante la notte e d'improvviso, la saracinesca del
negozio si muove e loro cosa trovano? Niente di meno che una lettera.
Nella
lettera una giovane donna richiede consigli sulla una situazione
molto delicata e si affida all'anziano signore.
I
tre, dopo averci pensato a lungo, decidono di rispondere e di dare
consiglio alla ragazza. Quello che non si aspettano è una risposta
immediata da parte dell'interlocutrice.
Cosa
sta accadendo? In che situazione si sono cacciati? Che razza di
stregoneria è mai questa?
Inizialmente
i tre ladri pensano che sia una scherzo di cattivo gusto, che qualcuno
si stia prendendo gioco di loro.
Ma
tutto cambia quando si accorgono del tono serioso della ragazza nelle
righe da lei scritte e quando capiscono che quella lettera è stata
scritta nel 1979.
Sono
piombati nel passato? Cosa significa tutto questo?
E
quando pensano che le lettere da parte della ragazza siano terminate,
ne arriva un'altra e un'altra ancora e inizia così un gioco, che
tanto gioco non è, che cambierà la loro vita per sempre.
Questa
è un'infarinatura generale della trama. Non posso andare
oltre perché altrimenti vi direi troppo e non voglio assolutamente
poiché penso che questo sia un libro che vada letto, perché merita.
<<Il legame tra una persona e l'altra non si spezza per qualche motivo concreto. Anche se in apparenza può sembrare così, accade perché qualcosa dentro di sé si è già spezzato e si cerca poi di trovare forzatamente un pretesto. Se i cuori non si sono allontanati, quando accade qualcosa che potrebbe spezzare il legame qualcuno si adopera per ripararlo. Se non lo si fa è perché il legame si è già rotto.>>
All'inizio, con
la prima storia, pensavo che questa fosse una sorta di raccolta di
storia sconnesse con cui i tre protagonisti, ognuno diverso
dall'altro, avrebbero imparato qualcosa che li avrebbe davvero
cambiati nel profondo.
In
parte ci ho dato. Quello che ho capito dalla terza storia è che
tutte le vicende, seppur con protagonisti differenti, sono strettamente
legati da un comune denominatore.
Ogni
racconto, ogni storia ed ogni lettera di conseguenza, è legata alla
precedente e alla successiva in modo geniale.
I
protagonisti che dovrebbero essere secondari e che sono i mittenti
delle lettere in realtà sono anche loro protagonisti principali di
una storia che è ha un intreccio pazzesco!
Ovviamente
ci vuole molta concentrazione per poter leggere questo libro, perché
altrimenti i vari nessi e i legami che ci sono possono perdersi fra
le righe.

Il
passato non può essere cambiato, ma dal passato possiamo apprendere
ed imparare il più possibile per non commettere errori già triti e
ritriti, ma il futuro è nostro ed è tutto plasmabile e modificabile
in base alle nostre decisioni.
Questo
è quello che capiranno i nostri protagonisti, nel bene e nel male.
Il
romanzo è ben scritto, scorrevole e si legge molto molto bene.
La
storia è molto originale. Non avevo mai mai letto niente di simile e
mi sono avventurata molto volentieri proprio per questo. Ovviamente è
una storia a tratti fantastica e con degli elementi appunto molto
strani e non usuali, come dicevo all'inizio, e questo fa sì che il
romanzo o piaccia oppure non piaccia, non ci sono vie di mezzo.
Il
periodo storico narrato era per me arabo poiché la storia di quegli
anni in Giappone non la ricordavo proprio, quindi mi sono fatta pure
un leggero ripassino e non posso non dire che l'ambientazione è
fantastica.
Sarà
che quando penso al Giappone mi viene in mente la fioritura dei
ciliegi e questo mi mette allegria, non so... ma ho letteralmente
adorato il fatto che fosse ambientato in quei luoghi.
<<La prego, ci creda fino all'ultimo. Ci creda fino all'ultimo dell'ultimo. Questo è tutto ciò che posso dirle.>>
Se
posso però trovare una pecca, forse, sono gli eccessivi intrecci,
che richiedono davvero molta concentrazione perché se si perde un
passaggio siamo perduti.
Ma
questo è SOLO se si vuol trovare una pecca in questo libro.
Come
avrete capito, quindi, ve lo consiglio ovviamente.
Assaporate
ogni pagina come ho fatto ed imparate dagli errori dei personaggi del
libro, cogliete il buono, ma anche quello che non è buono perché
serve ad imparare.
Non vi
dirò altro perché spero che lo leggiate e che mi facciate sapere
come lo avete trovato, se vi è piaciuto oppure no.
Io, per
adesso, vi do appuntamento alla prossima recensione e come sempre vi
bacio!
Alla
prossimaaaa!
VOTO:
E questo è tutto miei cari lettori accaniti!
Se non volete perdervi altre notizie su questo romanzo vi lascio al calendario dell'evento per poter visitare gli alti blog partecipanti.
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Alla prossima!
XOXO
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