Autore: Dita Kraus
Genere: Narrativa storica/contemporanea, Autobiografia
Editore: Newton Compton
Pagine: 416
Prezzo ebook: € 4, 99
Prezzo cartaceo: € 14, 90
Data di pubblicazione: 7 Gennaio 2021
Una commovente storia vera
«Le memorie di una testimone degli orrori dell’Olocausto.»
«Le memorie di una testimone degli orrori dell’Olocausto.»
A soli tredici anni Dita viene deportata ad Auschwitz insieme alla madre e rinchiusa nel settore denominato Campo per famiglie (tenuto in piedi dalle SS per dimostrare al resto del mondo che quello non fosse un campo di sterminio): quello che conteneva il Blocco 31, supervisionato dal famigerato “Angelo della morte”, il dottor Mengele. Qui Dita accetta di prendersi cura di alcuni libri contrabbandati dai prigionieri. Si tratta di un incarico pericoloso, perché gli aguzzini delle SS non esiterebbero a punirla duramente, una volta scoperta. Dita descrive con parole di una straordinaria forza e senza mezzi termini le condizioni dei campi di concentramento, i soprusi, la paura e le prevaricazioni a cui erano sottoposti tutti i giorni gli internati. Racconta di come decise di diventare la custode di pochi preziosissimi libri: uno straordinario simbolo di speranza, nel momento più buio dell’umanità. Bellissime e commoventi, infine, le pagine sulla liberazione dei campi e del suo incontro casuale con Otto B Kraus, divenuto suo marito dopo la guerra. Parte della storia di Dita è stata raccontata in forma romanzata nel bestseller internazionale La biblioteca più piccola del mondo, di Antonio Iturbe, ma finalmente possiamo conoscerla per intero, dalla sua vera voce.
La vera storia di Dita Kraus, la giovanissima bibliotecaria di Auschwitz, diventata un simbolo della ribellione, finalmente raccontata da lei stessa
Copia omaggio fornita gentilmente da Newton Compton
recensione
Buongiorno a tutti Lettori.
Come sapete oggi è un giorno particolare, la Giornata della Memoria, la data in cui, ormai 76 anni fa, gli inglesi liberarono gli ebrei dal campo di concentramento di Auschwitz e portarono alla luce uno degli orrori più inumani della storia contemporanea.
Fino a quando non furono diffusi i filmati dell'interno dei campi, non era ben nota la misura della tragedia umanitaria. Nessuno sapeva bene cosa succedesse all'interno dei confini dei lager, neppure i prigionieri stessi avevano delle certezze.
Per mascherare lo sterminio, i tedeschi avevano perfino ideato un "Campo per famiglie" all'interno del Blocco 31, in cui in una delle baracche, il Kinderblock, venivano fatti giocare i bambini, per creare un alibi in caso di ispezioni da parte dei corpi di pace.
Quello che la Croce Rossa non poteva immaginare, è che i bambini erano supervisionati dal così detto "Angelo della Morte", il dottor Mengele, che sceglieva chi mandare nelle camere a gas e selezionava i bambini che avrebbero partecipato ai suoi esperimenti scientifici.
Dita Kraus, la protagonista di questa autobiografia, è una delle poche che superò l'ultima selezione del dottor Mengele, quella per scegliere quali bambini erano adatti a lavorare in un campo normale. Tutti gli altri furono sterminati insieme ai genitori sei mesi dopo.
Credo di aver cominciato a mettere in pausa la mia vita fin dalla più tenera età [...]. Pensavo che, forse, se avessi messo in pausa la speranza e non ci avessi più pensato, un giorno le cose sarebbero andate a buon fine.






