Genere: Young adult
Editore: Newton Compton
Pagine: 315
Prezzo: € 4,99 (ebook)
€ 9.90 (cartaceo)
Data di pubblicazione: 08 Settembre 2016

Già mi vedevo, seduta davanti al pc a pensare agli insulti
più fantasmagorici che esistano per stroncare “First. La mia prima volta”. C’è
un solo problema: non ci sarà nessuna stroncatura.
Ed io ne sono profondamente scioccata. Perché, direte voi. La
mia risposta è: ma avete visto che copertina e trama oscene? La trama è
veramente una cosa di illeggibile, una cosa che non dovrebbe neanche esistere.
La prima volta che l’ho letta non sapevo se ridere, piangere, sbattere la testa
al muro o spaccare qualcosa. Dovevo leggere questo libro perché faceva
sicuramente pena.
Quante probabilità c’erano che mi sarebbe piaciuto? Nessuna.
Eppure è successo e nessuno può capire quanto questa cosa mi turbi.

Ma non ha niente da temere.
Il suo segreto, come quello dei nove prima di lui, è al sicuro con me. Alla
Milton High le mie statistiche le tengo da sola. Le persone non riescono a
vedere l’equalizzatore, cosa che gli sfigati della banda, i nerd del teatro,
gli atleti superimpegnati e i secchioni hanno in comune.
Io, Mercedes Ayres.
La ragazza che si è presa la
loro verginità.
Il romanzo parla di Mercedes Ayres, una diciassettenne che si
pone come scopo quello di aiutare i ragazzi vergini ad acquisire esperienza nel
sesso per rendere memorabile la prima volta delle loro ragazze. Il tutto
succede sotto il naso della madre assente Kim che non si preoccupa minimamente
dei bisogni della figlia e che pensa solo a sé stessa. Il padre, invece, le ha
abbandonate quando aveva otto anni.
Il motivo per cui Mercedes aiuta quei ragazzi è il desiderio
di rendere speciale la prima volte delle loro ragazze, speciale come lei non
l’ha mai avuta. Perché Mercedes ha perso la verginità a tredici anni con Luke,
il giardiniere che lavorava nella sua casa, e che l’ha abbandonata subito dopo.
Per Mercedes è stata un’esperienza così traumatica che pensarci è ancora
faticoso.
Ha una migliore amica, Angela, tutta casa-chiesa-scuola e che
ha paura anche solo a pronunciare la parola sesso tanto che da voler fare
l’amore col fidanzato Charlie (ormai da quasi due anni) dopo il matrimonio. Per
questo motivo Mercedes non le ha mai raccontato nulla né della sua prima volta,
né dell’aiuto che dà ai ragazzi vergini.
Mi avvicino a lei,
abbastanza da accarezzarle la schiena con fare comprensivo, il che è insolito
per me e Angela. Non abbiamo un’amicizia “fisica” come molte ragazze a scuola,
che si abbracciano, si baciano e camminano per i corridoi con le braccia
dell’una sulle spalle dell’altra. Ma in questo momento vorrei seppellire la
faccia nei suoi capelli e dirle ogni cosa. Vorrei dirle che la verginità non è
solo una cosa che si perde, come una chiave o un compito a casa. È qualcosa che
dai. O qualcosa che ti viene tolta.
Mercedes si era ripromessa di fare solo cinque buone azioni.
Cinque “pagamenti in anticipo”, come li chiama lei. Però si ritrova al numero
dieci, confine che decide di non solcare. Ma poi arriva l’undicesimo, il
dodicesimo e il tredicesimo.
Oltre a loro, c’è anche “l’amico del mercoledì”, Zach, il
ragazzo con la quale va a letto ogni mercoledì durante il pranzo. Un ragazzo
con la quale non ha nessun rapporto di amicizia, né relazione e che,
soprattutto, non ha idea dei ragazzi che affollano il suo letto.
Zach non ha mai fatto mistero di avere un interesse per
Mercedes, le dice addirittura che è innamorato di lei. Ma Mercedes non cerca
una relazione, non ne vuole, ha paura di essere tradita e abbandonata come le è
ormai successo tante volte e lo respinge, nonostante sia una delle poche cose
che veramente contano per lei.
Ma io non sono una ragazza
normale. Non voglio camminare mano nella mano nel corridoio della scuola e
ballare un lento al ballo e andare al cinema con Zach. Non voglio essere la
ragazza che lui frequenta l’ultimo anno e per la quale perde interesse quando parte
per il college. Voglio solo essere veloce quanto basta perché Zach debba
correre per starmi dietro, perché, se resto in testa, non dovrò mai vedere la
sua schiena che si allontana.
Quando a questo si aggiunge l’arrivo di una nuova
studentessa, Faye, Mercedes comincerà ad essere apprezzata per la persona che è
e scoprirà un lato di sé che non pensava esistesse. Perché Faye è sfacciata,
simpatica, e Mercedes la maggior parte delle volte non capisce se stia
flirtando con Zach o con lei.
Mercedes, secondo me, è una ragazza forte. Convive con la
consapevolezza che il padre l'ha abbandonata e con una madre completamente
assente che non presta la minima attenzione a quello che le succede, non
importa quante frecciatine Mercedes le lanci. Kim è sempre preoccupata di se
stessa.
Stasera è stato strano.
Forse ci ho visto cose che non c’erano. Potrebbe benissimo essere quello che
fanno gli adolescenti ogni giorno. Ma c’era qualcosa di strano. Mi sono sentita
desiderata. […]
Non so cosa pensare di Faye.
C’è qualcosa in lei. È diversa da tutti quelli che ho conosciuto. E quando sono
con lei, sento di non conoscermi affatto.
O forse non mi sono mai
conosciuta meglio.
È l'insicurezza di Mercedes che la porta a fare quello che
fa, il bisogno di avere il controllo per una volta nella vita, su qualsiasi
cosa, ad andare a letto con tutti quei ragazzi.
E soprattutto la vera convinzione di sentirsi in dovere di
dare ad alcune ragazze la prima volta che lei non ha mai potuto avere. La prima
volta che Luke le ha rubato contro lo scivolo di un parco, abbandonandola
successivamente e lasciandola affrontare le conseguenze di quello che avevano
fatto.
Non voglio giustificare quello che Mercedes fa, perché andare
a letto con qualcuno che è fidanzato è una cosa che odio davvero tanto. Ma il
fatto che questo romanzo mi sia piaciuto fa capire quanto c'è molto di più
dietro questa sua scelta.
Posso controllare ciò che
succede nel laboratorio di chimica. C’è una formula e un’equazione e so
esattamente quale sarà la reazione quando mescolo una cosa con un’altra. Nella
vita, non proprio. In amore, proprio per niente. Non importa quali elementi
combini, non hai assolutamente idea di cosa accadrà dopo.
Ma non sapere potrebbe anche
essere la parte migliore.
Ci sono le sue insicurezze, il dolore di una bambina di
tredici anni abbandonata dal ragazzo che crede di amare dopo avergli dato una
delle cose più importanti di sé. Il dolore di una bambina abbandonata dal
padre, costretta a guardarlo mentre sale sulla sua Mercedes rossa che la saluta
con un cenno della mano mentre si allontana da lei. Il dolore di una bambina
costretta a vivere con una madre che non si preoccupa minimamente dei problemi
della figlia, che le dice che mangiare solo un terzo di ciò che c’è nel piatto
che ha di fronte, che dovrebbe "uscire" più spesso e che è contenta
nel sapere che la propria figlia ci "dà
dentro" con un ragazzo.
C'è il dolore di una (ormai) ragazza che è convinta di non
meritare nulla dalla vita, della quale nessuno importa davvero, che non vede
l'ora di potersi trasferire dall'altra parte del Paese per lasciarsi alle
spalle tutto e tutti, per poter ricominciare a vivere in un luogo dove nessuno
sa chi è, in un luogo dove sarà "solo
un numero".
Perché alla fine Mercedes è una ragazza buona che si è chiusa
in se stessa. È come se proiettasse se stessa nelle fidanzate dei ragazzi che
aiuta. Le protegge perché non vuole che si sentano come si è sentita lei.
La verginità dovrebbe essere
qualcosa che una ragazza concede solo quando si sente pronta e a proprio agio,
qualcosa di cui una ragazza discute a lungo con le sue amiche e su cui ha mille
ripensamenti prima di farlo davvero.
È per questo che “First” mi è piaciuto così tanto. Perché,
nonostante il via vai nella stanza di Mercedes (che è assolutamente,
profondamente sbagliato), dietro c'è
una storia più profonda, più vera, più dura. E i personaggi sono reali, li
capisci e non puoi fare altro che empatizzare con alcuni di loro.
E forse l'unica colpa di Mercedes è stata quella di credere
che sarebbe riuscita a tenere tutto nascosto. Ma si sa, la verità trova sempre
un modo per venire a galla.
E questo porta ad un altro tema, il bullismo. Perché nonostante
Mercedes abbia sbagliato, di sicuro non meritava di essere trattata così com'è
successo. Perché si sa, in certe cose per sbagliare bisogna essere in due.
Laurie Elizabeth Flynn è riuscita ad esprimere tutto questo
senza mai cadere nel banale e senza risultare pesante. E qualcuno potrebbe
anche pensare che questo romanzo esprima dei valori sbagliati, parlando di una
persona che va a letto con ragazzi fidanzati, ma secondo me non è così. Per
apprezzare questo romanzo, bisogna andare oltre questa cosa o non piacerà mai.

Ma l’unico numero che per me
è importante in questo momento è il sette.
Alle sette è perfetto.
In sostanza, mi sento di consigliarvi questo romanzo e di non
fermarvi soltanto alla trama o alla copertina. Questa è una cosa che dovremmo
ricordarci sempre: le cose non sono mai come sembrano. Fosse stata un’altra
occasione, non avrei mai letto questo romanzo perché la trama non mi aveva
attirata. Ma per fortuna l’ho fatto e posso solo consigliarvi di fare lo
stesso!
Alla prossima.
La vostra,
Concordo con ogni parola, mi aspettavo qualcosa di trash e invece mi ha proprio colpita!
RispondiEliminaÈ proprio vero. È stata una piacevole scoperta *-*
EliminaCiao Chiara non l'ho letto First ma mi hai trasmesso tante emozioni intense, non so ma credo che prima o poi lo leggerò di certo e rimarrò sorpresa quanto voi <3
RispondiEliminaCiao Ely! Sto consigliando questo libro a chiunque, perciò lo dico anche a te: secondo me è un libro che va letto assolutamente! <3 E poi l'autrice è davvero un tesoro! Ho avuto il piacere di parlarci e intervistarla e non vedo l'ora di poter leggere qualcos'altro di suo *-*
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