Titolo: Vicino a te ritorno ad amare
Autore: Alycia Berger
Editore: Self Publishing
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 152
Prezzo: €0,99
Data di pubblicazione: 7 Dicembre 2016
Autore: Alycia Berger
Editore: Self Publishing
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 152
Prezzo: €0,99
Data di pubblicazione: 7 Dicembre 2016
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Una storia d'amore che percorrerà le pagine del libro tra ironia, passione, lacrime per alcune realtà dolorose, e dove sarà il destino ad avere l'ultima parola.
«Poi, santo cielo, finiremmo sicuramente per litigare! Proprio come stiamo facendo ora!».
«Sì è vero, noi non facciamo altro che litigare! Persino in uno stupido bagno!», ammise lui frustrato, passandosi nuovamente le mani tra i capelli. «Ma sai una cosa? Preferirei litigare centinaia, migliaia di volte piuttosto che uscire con delle sconosciute che non sono te!».
Glielo aveva detto, era riuscito a confessarglielo. Certo, avrebbe preferito farlo in toni un po' più morbidi anziché urlarglielo praticamente in faccia.
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Questo libro ha dei grandi pro e un grande contro.
Partiamo dalle cose “belle” che sono i personaggi e i temi trattati.
“Vicino a te ritorno ad amare” è la storia di Emma, una ragazza molto forte che ha dovuto affrontare e sta affrontando tutt’ora situazioni spiacevoli: la madre e il padre litigano continuamente, il padre sembra essersi scordato di avere due figli e nessuno si occupa di Luca, il fratello autistico, che ricade quasi completamente sulle spalle della ragazza.
Come se non bastasse Emma è costretta a lavorare in un ristorante per pagarsi gli studi (quali? verrebbe da chiedersi, visto che non studia MAI) e sul posto di lavoro le cose non vanno molto bene. Un collega, Bryan, le crea continui disagi, sbeffeggiandola, deridendola ed escogitando mille modi per farla arrabbiare.
Partiamo dalle cose “belle” che sono i personaggi e i temi trattati.
“Vicino a te ritorno ad amare” è la storia di Emma, una ragazza molto forte che ha dovuto affrontare e sta affrontando tutt’ora situazioni spiacevoli: la madre e il padre litigano continuamente, il padre sembra essersi scordato di avere due figli e nessuno si occupa di Luca, il fratello autistico, che ricade quasi completamente sulle spalle della ragazza.
Come se non bastasse Emma è costretta a lavorare in un ristorante per pagarsi gli studi (quali? verrebbe da chiedersi, visto che non studia MAI) e sul posto di lavoro le cose non vanno molto bene. Un collega, Bryan, le crea continui disagi, sbeffeggiandola, deridendola ed escogitando mille modi per farla arrabbiare.
Emma però è una protagonista che mi è piaciuta molto. È forte e sensibile, piena di carattere e soprattutto tiene molto al fratello, come dimostra supportandolo in ogni occasione e facendolo sentire amato. Spende sempre parole buone su tutti e non è una che si lamenta, insomma si allontana molto dalle protagoniste viziate e con la puzza sotto al naso che mi è capitato troppo spesso di incontrare.
Ha una storia complessa, un carattere ben definito ed offre molti spunti di riflessione sia personali che interpersonali. Uno di questi è l’autismo, tema fondamentale del libro, che viene trattato con leggerezza ma non con superficialità. Mi è piaciuto molto il modo con cui l’autrice ha affrontato quello che poteva essere un tema spinoso, con l’intento di far capire che questa disabilità evidente potrebbe essere un valore aggiunto in una persona. Come ha detto il famoso pianista Ezio Bosso, Luca è “un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono”, e questo è il messaggio che mi è arrivato leggendo il romanzo. Sotto questo aspetto trovo che non ci sia nulla da dire, se non belle parole.
A quelle parole Luca rise, poiché amava sentirsi primo in qualcosa. Ciò accadeva in quasi tutte le attività: voleva mangiare più di tutti, voleva vincere tutte le volte che giocavano ai videogiochi o a qualche sport, voleva sentirsi dire che era il più bravo di tutti. Agli occhi degli altri poteva rischiare di apparire presuntuoso, egocentrico o narcisista, ma i ragazzi come lui erano fatti così: si comportano in quel modo non per malizia, ma probabilmente per timore di essere accantonati e, di conseguenza, essere considerati inferiori agli altri. Vorrebbero avere la certezza, seppur in modo indiretto, che tu li consideri al tuo pari e non "diversi", senza correre il rischio che un giorno tu li possa abbandonare da un momento all'altro.
Bryan, dal canto suo, trova la presenza di Emma fastidiosa, anche se ne è segretamente attratto. Ogni giorno deve combattere contro i suoi genitori che vorrebbero fargli mollare il lavoro da cameriere per farlo entrare nell’azienda di famiglia. Questo, insieme agli appuntamenti combinati che la madre continua a rifilargli, lo fanno sentire impotente e frustrato e la sua valvola di sfogo è la ragazza.
La loro titolare a seguito di una lite particolarmente violenta davanti ai clienti del ristorante, invece di licenziarli, decide di costringerli a lavorare in coppia, in modo che il loro rapporto migliori. Ovviamente tra i due nasce subito qualcosa che però Emma continua a negare, costringendosi a stare lontana da Bryan per non coinvolgerlo nella sua vita di sacrifici e fatica.
La loro titolare a seguito di una lite particolarmente violenta davanti ai clienti del ristorante, invece di licenziarli, decide di costringerli a lavorare in coppia, in modo che il loro rapporto migliori. Ovviamente tra i due nasce subito qualcosa che però Emma continua a negare, costringendosi a stare lontana da Bryan per non coinvolgerlo nella sua vita di sacrifici e fatica.
Da questo punto in poi la trama diventa un po’ troppo contorta: troppi espedienti letterari, uno dietro l’altro, cercano di incanalare la storia verso una direzione precisa, ma non fanno altro che confondere il lettore facendogli perdere il contatto con i personaggi che erano stati caratterizzati così bene, inizialmente.
I cliché sono ovunque. Troppe scene inspirate a film e altri libri che fanno sorridere, troppi eventi tutti insieme che a volte sono talmente irreali da risultare buffi. Insomma, sembra quasi che l’autrice abbia avuto “fretta” di finire questo romanzo, facendolo con dei voli pindarici azzardati.
Un vero peccato a mio avviso. Se questa fosse stata la prima stesura del romanzo, sarebbe stato ottimo: con un buon lavoro di revisione, editing e molto impegno, avrebbe potuto scrivere un libro di valore, basandosi sulla linea generale tracciata da queste pagine.
Purtroppo non è così, questo è il libro finito che io devo valutare; però mi piacerebbe molto che le mie parole non andassero a vuoto e vorrei ritrovarmi di nuovo il romanzo tra le mani, magari tra qualche anno, più maturo, meno scontato e più approfondito.
I cliché sono ovunque. Troppe scene inspirate a film e altri libri che fanno sorridere, troppi eventi tutti insieme che a volte sono talmente irreali da risultare buffi. Insomma, sembra quasi che l’autrice abbia avuto “fretta” di finire questo romanzo, facendolo con dei voli pindarici azzardati.
Un vero peccato a mio avviso. Se questa fosse stata la prima stesura del romanzo, sarebbe stato ottimo: con un buon lavoro di revisione, editing e molto impegno, avrebbe potuto scrivere un libro di valore, basandosi sulla linea generale tracciata da queste pagine.
Purtroppo non è così, questo è il libro finito che io devo valutare; però mi piacerebbe molto che le mie parole non andassero a vuoto e vorrei ritrovarmi di nuovo il romanzo tra le mani, magari tra qualche anno, più maturo, meno scontato e più approfondito.
«Sai, quando due persone si detestano…Poi chissà», disse lasciando la frase a metà. Lei gli lanciò uno sguardo gelido.
«Io e lui siamo assolutamente, incommensurabilmente opposti, inconciliabili. E oserei dire per fortuna, quindi togli dalla tua testolina certe strane idee», precisò in tono minaccioso.
«Va bene, va bene!», si affrettò a dire Daniel, alzando le mani in segno di resa. «Ma ricordati, nella vita può capitare che persino gli opposti possono ritrovarsi per poi non riuscire più a fare a meno dell'altro. Lo stabilisce persino la fisica».
Il primo, quello correggibile facilmente, è che tutto, eccetto Emma, Bryan, il tema dell’autismo e dei loro problemi familiari, è superficiale. La storia intorno a loro è nebulosa, le motivazioni che spingono ad agire i personaggi secondari sono vaghe e deboli e non c’è un vero “perché” dietro alle loro azioni. Il fatto che non siano i personaggi principali, non significa che non debbano essere accuratamente caratterizzati come quelli che invece lo sono. Per esempio: la depressione della mamma avrebbe potuto essere approfondita meglio, così come il basso amor proprio o il comportamento imperdonabile (a mio avviso) del padre. Tutto ciò invece viene fornito al lettore come un dato di fatto per creare un insieme di situazioni tali da spingere Emma a prendere determinate decisioni, compire certe azioni e così via.
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Questi sono errori gravi, che in un romanzo non dovrebbero essere presenti e che abbassano la sua votazione. Un romanzo scritto con un brutto italiano a mio avviso è illeggibile, perché l’irritazione datami dalla continua correzione di errori grammaticali, nella mia testa, supera di molto il piacere datomi dalla lettura stessa. Questa, purtroppo, è una cosa su cui non posso proprio passare sopra e che mi ha spinto a dare la valutazione finale che vedrete.
In conclusione, credo che su questo libro ci sia ancora molto da lavorare. La base di partenza è buona per quanto riguarda i temi e i protagonisti, ma il resto va rivisto e sottoposto ad un editing MASSICCIO, con correzione di vari scivoloni grammaticali inclusa.«No, non se parla. Non ho alcuna intenzione di innamorarmi», disse Emma con netto rifiuto. Dai suoi occhi sgorgarono un paio di lacrime che andarono a solcarle le guance.
«La miglior cura è l'amore. Lo ripeto continuamente anche a tua madre», le ricordò Alberto.
Spero che questa recensione serva come spunto di riflessione e partenza per un’altra avventura!
VOTO:
«Sei felice?» le chiese lui ad un tratto. In quel momento una brezza improvvisa si levò, investendoli, ed Emma riuscì a percepire il profumo dei gigli freschi che aveva indosso sua nonna quella notte. Sorrise, guardando in cielo. Per la prima volta dopo tanto tempo, rispose: «Sì, lo sono».
Ho recensito anch'io questo libro di recente e mi trovo daccordo su molti punti che hai elencato
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