giovedì 10 agosto 2017

Recensione: Un cattivo ragazzo come te - Huntley Fitzpatrick





Titolo: Un cattivo ragazzo come te
Autore: Huntley Fitzpatrick
Editore: DeAgostini
Genere: Young Adult
Pagine: 392
Prezzo: 6,99 (ebook)
                14,90 (cartaceo)
Data di pubblicazione: 11 Luglio 2017







L’ultima cosa di cui una maniaca del controllo come Alice Garrett ha bisogno è un tipo come Tim Mason. Tim che è il migliore amico di suo fratello minore. Tim che attira i guai come una calamita. Tim che fiuta l’alcol anche bendato. Ma si sa, le cose non vanno sempre come si vorrebbe. Così, quando Tim si trasferisce nell’appartamento sopra il garage dei Garrett, Alice comincia a conoscerlo meglio. E capisce che dietro quella maschera da bad boy si nasconde un ragazzo che, dopo aver toccato il fondo, è pronto a tutto pur di cambiare. Anche a prendersi finalmente la responsabilità per il guaio che ha combinato un anno prima. Un guaio che Tim non ricorda nemmeno ma le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Qualcosa di così scomodo che potrebbe mettere fine alla storia con Alice ancora prima che abbia inizio. 

Un romanzo intenso e dolcissimo: Huntley Fitzpatrick ci riporta nel mondo di Quello che c’è tra noi per raccontarci l’importanza delle seconde occasioni e del primo amore.



Ho scoperto quest’autrice l’anno scorso quasi per caso. Avevo sentito tanto nominare il libro “Quello che c’è tra noi” e molte persone ne parlavano bene, perciò mi sono approcciata alla lettura e mi sono innamorata dello stile dell’autrice. Quando ho visto che sarebbe uscito “Un cattivo ragazzo come te” ne ero entusiasta, soprattutto perché avrebbe parlato di Tim, quel ragazzo che tanto mi incuriosiva, e Alice, la sorella maggiore di Jase che non riusciva per niente a starmi simpatica.
Il romanzo parla della storia tra questi due ragazzi. Tim ha sempre avuto una cotta per Alice, ma l’ha sempre vista irraggiungibile, perfetta, troppo grande per stare con un fallito come lui e quindi la sua unica arma nei suoi confronti era l’ironia.
Alice, d’altro canto, ha sempre visto quel ragazzino come un attacca brige, un portatore di guai. E lo era davvero.
Anche se Tim è solo un ragazzino, ha toccato il fondo varie volte. Invischiato con l’alcool, le droghe, è arrivato al punto di dire “basta!”. Per questo motivo, dopo essere stato espulso dalla scuola che frequentava, decide di riprendere in mano in la propria vita e soprattutto smettere di bere.
Ma i guai in cui si è cacciato sono troppi e il padre gli presenta un ultimatum: entro Natale deve trovare un lavoro stabile, ripulirsi del tutto e lui continuerà a dargli i soldi che gli servono.
Tim decide di trasferirsi nella già affollata casa dei Garrett, prendendo possesso della casetta sopra il garage che era appartenuto al maggiore dei figli.
Alice la vede come un’invasione, soprattutto perché sognava da mesi di potersi trasferire il quel luogo che avrebbe potuto chiamare suo e sfuggire così alla casa piena di bambini che cominciava a starle stretta, soprattutto dopo l’incidente del padre.
Perché tu…
Sei il ragazzo che ha più probabilità di.
Deludere.
Tutti.
Ma all’improvviso il passato di Tim bussa alla sua porta con le conseguenze delle sue azioni. Una ragazza, vecchia compagna nella scuola dalla quale è stato espulso, va a trovarlo con un bambino. Suo figlio.
Tim non può credere ai suoi occhi, cerca di ricordare quella festa, quella sera in cui lui e Hester sono stati insieme, ma non ci riesce.
Però Calvin è lì, che lo fissa, con i suoi stessi capelli, i suoi stessi occhi, una piccola fotocopia di ciò che è. E per Tim è finalmente arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità.


Quando ho iniziato “Un cattivo ragazzo come te” ero convinta che mi sarei ritrovata di fronte il tipico romanzo Young Adult dove i due ragazzi prima si odiano, poi si amano e puff, tutti felici e contenti. Non è stato così.
Sin da subito si capisce che questo libro sarebbe stato qualcosa di più perché Tim stesso è qualcosa di più. Ho adorato leggere di lui, essere dentro la sua testa, vedere con quanta forza cerca di stare a galla senza cedere all’impulso che lo spinge a bere. Dopo aver passato anni a cercare rifugio dentro l’alcool, vederlo affrontare momenti così difficili con una lucidità che forse mai ha posseduto mi ha davvero commossa.
E, forse, i veri protagonisti di questo romanzo non erano neanche Tim e Alice. Ma Tim e Cal. Sempre e solo Cal.
La mia mano sinistra copre ancora tutto il suo sedere. L’altra mano è più grande della sua testa. Non riesco quasi a respirare, ma non ho alcuna intenzione di spostarmi e rischiare di svegliarlo. Quindi resto lì ad ascoltarlo respirare dal naso, e quasi gli conto i respiri, e adeguo i miei a quel ritmo lento. È parte di me. Esiste per causa mia. L’ho fatto io.
Per la prima volta quell’idea non mi dà la nausea, non mi fa sentire in colpa, non mi sembra sbagliata. Per la prima volta, capisco davvero che è mio.
Tim la cui unica preoccupazione, fino a qualche mese prima, era quella di resistere all’alcool si ritrova con un bambino di un anno a carico, senza sapere cosa significa essere padre, anche seppur temporaneamente dato che Hester vuole darlo in adozione.

Interagisce con lui, si occupa di lui, impara ad amarlo, a volergli bene e a considerarlo suo. Il tutto senza mai perdere il suo sole, la luce che lo caratterizza sempre. E tutto accade sotto gli occhi di una esterrefatta Alice, che mai avrebbe creduto Tim capace di una cosa del genere.
E forse è stato questo a farle aprire gli occhi, a farle vedere Tim per ciò che è davvero, per ciò che è capace di fare e dare.

Insomma, se non si fosse capito, consiglio davvero tanto la lettura di questo romanzo perché è dolcissimo e merita veramente tanto. A tratti, Tim mi ricordava un po’ Josh e Tommy di “Tieni il mio cuore per mano” (che se non avete letto, DOVETE farlo!). Noi ci vediamo alla prossima recensione! Godetevi questa splendida estate. La vostra,





VOTO:

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